18 (2025)
Prefazione
A partire dal numero 12, ai volumi tematici la nuova serie della RISL alterna fascicoli che radunano contributi su argomenti di varia natura, con l’intento di fornire in tal modo uno spaccato vivo e significativo delle ricerche in corso attorno all’opera di Leopardi.
Della varietà e ricchezza dei nuovi approcci critici il numero 18, che qui si apre, è pienamente rappresentativo, sintonizzato com’è attorno a un’idea dinami ca di superamento dei confini: mediali, temporali, disciplinari, culturali e perfino del già noto, con l’analisi di materiali critici inediti e, in particolare, con la presentazione al pubblico, nella rubrica Libreria, di due autografi leopardiani fin qui inediti. La prima sezione del fascicolo dà conto della rilevanza sempre maggiore assunta dagli studi intermediali, esplorando la dimensione divulgativa veico lata dalla televisione, da un lato, e dalla cultura musicale e popolare, dall’altro.
Lavorando su materiali dimenticati negli archivi audiovisivi italiani dell’Istituto LUCE e nelle teche Rai, il contributo di Antonella Brancaccio individua e studia filmati commemorativi e celebrativi risalenti al ventennio fascista, documentari a soggetto dagli anni Quaranta agli anni Sessanta e un filmato sperimentale del 1979, ideato da Nico Naldini con Giorgio Bassani in veste di lettore d’eccezione.
Melisanda Massei Autunnali, dal canto suo, riparte dalle produzioni cinematografiche più recenti per spostare poi il discorso sulla canzone d’autore ed esaminare, con il caso di Roberto Vec chioni, l’originale funzione didattico-divulgativa assunta da questo medium di carattere pop. Nella sezione successiva si raccolgono invece interventi tesi a rileggere l’opera di Leopardi attraverso un dialogo con altri pensatori e altri tempi.
Salvatore Francesco Lattarulo, Luigi Arata e Gregorio Mariggiò offrono nuove interpretazioni del dialogo leopardiano con la poesia e la filosofia dell’antichità, proponendo, rispettivamente: il primo, uno studio sulla “competizione omerica” che si instaura tra la traduzione leopardiana, edita e inedita, dell’Odissea e l’analoga impresa di Ippolito Pindemonte; il secondo, un innovativo close reading del sonetto giovanile La morte di Ettore, che ne evidenzia la relazione con la tradizione omerica e i modelli classici, individuando influenze specifiche del genere teatrale; il terzo, un accurato riesame delle fonti dell’Inno ad Arimane che giunge a formulare nuove ipotesi interpretative relative alla misteriosa figura del ‘serpente boa’.
Marta Vitola e Luca Costa fanno invece proficuamente colloquiare il pensiero di Leopardi con quello di due importanti filosofi successivi, ragionando sulle sue connessioni con alcuni aspetti dell’opera di Nietzsche e di Wittgenstein.
La terza sezione di questo numero si confronta poi con il superamento di alcuni confini culturali e linguistici scarsamente o per nulla indagati dalla critica leopardiana, analizzando per la prima volta le traduzioni della poesia di Leopardi in scozzese e in gaelico (Letizia Leonardi e J. Derrick McClure), da un lato, e, dall’altro, tracciando un quadro della diffusione e della rice zione primonovecentesca del pensiero di Leopardi nell’ambiente slovacco (Natália Rusnáková). Infine, con il suo importante e originale contributo per la rubrica Libreria, Patrizia Landi ci porta a superare, tout court, i confini del già noto, poiché, come sono lieta di poter annunciare, la preziosa condirettrice della RISL ha individuato ed è in grado di proporre qui a stampa per la prima volta due autografi leopardiani inediti, relativi ai Manifesti latino e italiano approntati per l’edizione delle Opere ciceroniane allestita dall’editore Stella negli anni 1826-1832.
Tatiana Crivelli